Domanda di Pietro

Colf a ore per 3 ore il martedì e 3 il sabato: se si ammala il martedì cosa le devo pagare? E con un certificato di 3 giorni?

Ciao Pietro, la tua domanda tocca il punto della malattia che confonde di più chi ha una colf per poche ore: nel lavoro domestico la malattia si paga a giorni di calendario, non a ore perse. Vado per ordine sulle tue quattro domande.

In breve

Sì, la malattia va pagata, ma solo se la lavoratrice ti avvisa e ti fa avere il certificato medico. Si pagano tutti i giorni di calendario del certificato, anche quelli in cui non avrebbe lavorato, al 50% per i primi 3 giorni e al 100% dal 4°. La tariffa giornaliera è 1/30 della retribuzione mensile media. Con 6 ore a settimana al minimo del livello B (€7,01/ora) un certificato di 3 giorni vale €9,12. Domestique fa il conto: segni la malattia in calendario e la busta esce già calcolata.

1. Va pagata? Solo con avviso e certificato

L'art. 27 del CCNL Lavoro Domestico mette due obblighi in capo alla lavoratrice:

  • avvisarti tempestivamente, entro l'orario in cui avrebbe dovuto iniziare (c. 1);
  • farti avere il certificato medico, rilasciato entro il giorno successivo all'inizio della malattia e consegnato o spedito con raccomandata entro due giorni dal rilascio (c. 2). Il certificato deve indicare la prognosi, cioè i giorni di inabilità.

Senza certificato l'assenza del martedì è un'assenza non giustificata: non la paghi e le 3 ore non lavorate non entrano in busta. Con il certificato scatta invece la malattia, e qui c'è la prima differenza rispetto agli altri settori: l'INPS non paga nulla per colf e badanti. La retribuzione di malattia è tutta a carico tuo, nei limiti dell'art. 27.

Due condizioni prima di pagare:

  • la lavoratrice deve aver superato il periodo di prova (c. 4 lett. a): in prova la malattia non è retribuita, ma sospende la prova stessa (c. 10);
  • c'è un tetto annuo di giorni pagati, che dipende dall'anzianità presso di te (c. 7): 8 giorni fino a 6 mesi, 10 da 6 mesi a 2 anni, 15 oltre i 2 anni. L'anno è di 365 giorni dal primo giorno di malattia (c. 5), non l'anno civile. Oltre il tetto l'assenza resta giustificata, ma non pagata.

2. Quali giorni si pagano: tutti quelli del certificato

Il CCNL parla sempre di giorni di calendario, e i «Chiarimenti a verbale» in coda al contratto (punto 2) precisano che per «giorni di calendario» si intendono i trentesimi della mensilità. Quindi non conta se il giorno era lavorativo o no: se il certificato di lunedì prescrive tre giorni di riposo, i giorni di malattia sono lunedì, martedì e mercoledì, e si pagano tutti e tre, anche se lei da te lavora solo il martedì.

La contropartita è che per il martedì non paghi le 3 ore ordinarie: quel giorno è coperto dalla malattia e basta. Il sabato, se torna al lavoro, lo paghi normalmente.

3. A che tariffa: trentesimi e carenza

L'art. 27 c. 7 fissa le percentuali: 50% della retribuzione globale di fatto fino al 3° giorno consecutivo (la cosiddetta carenza), 100% dal 4° giorno in poi. La carenza vale per ogni evento di malattia, non una volta all'anno.

La retribuzione giornaliera è 1/30 del mensile medio. Per un rapporto a ore il mensile medio si ricava così: paga oraria × ore settimanali × 4,3334 (le settimane medie in un mese, cioè 52 ÷ 12). Il CCNL non scrive il divisore 30 nell'art. 27, ma è la lettura dei Chiarimenti a verbale ed è la prassi delle associazioni datoriali.

Facciamo il conto sul tuo caso, 6 ore a settimana al minimo 2026 del livello B (€7,01/ora, Tabella A art. 35). Se la paga è diversa, le cifre cambiano in proporzione.

PassaggioCalcoloImporto
Mensile medio€7,01 × 6 h × 4,3334€182,26
Trentesimo (1 giorno di malattia)€182,26 ÷ 30€6,08
Giorno in carenza (50%)€6,08 × 50%€3,04
Certificato di 3 giorni (lun-mar-mer)3 × €3,04€9,12

Se il certificato fosse di 5 giorni (lunedì-venerdì), i primi 3 al 50% e gli ultimi 2 al 100%: 3 × €3,04 + 2 × €6,08 = €21,28.

Ti sembrerà poco rispetto alle €21,03 delle 3 ore perse: è l'effetto di spalmare una paga mensile su 30 giorni di calendario e di dimezzarla nei primi tre. Su una malattia lunga il conto torna, perché si pagano anche i giorni in cui non avrebbe lavorato: 30 giorni di malattia al 100% valgono un mese intero di stipendio.

Questi giorni consumano il tetto annuo: con un'anzianità tra 6 mesi e 2 anni, dopo il certificato di 3 giorni le restano 7 giorni pagabili nei 365 giorni successivi.

4. Domestique lo calcola?

Sì. Nel calendario presenze dell'app registri la malattia come intervallo di date (dal lunedì al mercoledì): l'app la segna su tutti i giorni di calendario, non solo su quelli lavorativi. La busta paga del mese toglie le ore del martedì, calcola il trentesimo sul mensile medio della lavoratrice, applica il 50% nei primi tre giorni e il 100% dopo, e tiene il conto dei giorni retribuiti usati rispetto al tetto per anzianità. Il dettaglio compare in una riga «Malattia» con i giorni e l'importo.

Il conto regge anche nei casi meno semplici: una malattia che inizia a fine mese e continua in quello dopo resta un solo evento, quindi la carenza al 50% non riparte nella seconda busta, e il tetto dei giorni pagati è contato sui 365 giorni dal primo giorno di malattia, come vuole l'art. 27 c. 5, non sull'anno civile.

La guida alla malattia ha le tabelle complete per anzianità, il caso del convivente e cosa succede con le festività durante la malattia.

Risposta di Lorenzo — Domestique· 14 ottobre 2026

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