Busta paga colf e badanti 2026: guida completa per il datore di lavoro
Come leggere e creare la busta paga di colf e badanti: voci del cedolino, retribuzione netta, trattenute e obblighi del datore di lavoro domestico.
Nel lavoro domestico la busta paga funziona in modo diverso da qualsiasi altro settore. Niente IRPEF, niente addizionali, niente CU. L'unica trattenuta che applichi è la quota contributiva a carico del lavoratore. Se non hai mai redatto un cedolino per la tua colf o badante, questa guida ti spiega cosa deve contenere, perché conviene farlo e come leggerlo voce per voce.
Obbligo o buona prassi?
La Legge 4/1953 (art. 4) obbliga i datori di lavoro a consegnare un prospetto paga ai dipendenti, ma esclude espressamente il lavoro domestico dal suo ambito di applicazione. Non esiste quindi un obbligo di legge, e non rischi sanzioni se non consegni il cedolino.
Tuttavia, il CCNL lavoro domestico (art. 34) prevede che il datore rilasci un prospetto paga al lavoratore. Il contratto collettivo non ha forza di legge penale, ma è vincolante tra le parti: in caso di contenzioso, l'assenza di documentazione gioca sempre a sfavore del datore.
Redigere il cedolino ogni mese è una tutela per te prima che per il lavoratore. Documenta quanto hai pagato, le ore lavorate e le trattenute applicate — informazioni preziose in caso di vertenza o controllo.
Il datore domestico è il sostituto d'imposta?
Questo è il punto che genera più confusione. A differenza di un'azienda o di un professionista, il datore di lavoro domestico (la famiglia) non è sostituto d'imposta. Le conseguenze pratiche:
Non trattenere l'IRPEF dalla busta paga. Il datore domestico non è sostituto d'imposta: non calcola ritenute fiscali, non versa acconti IRPEF e non emette la Certificazione Unica (CU).
- Nessuna ritenuta IRPEF in busta paga
- Nessuna addizionale regionale o comunale
- Nessuna CU da rilasciare entro marzo
- Il lavoratore dichiara autonomamente i redditi nel Modello 730 o Redditi PF
L'unica trattenuta che applichi è la quota di contributi INPS e Cas.Sa.Colf a carico del lavoratore, che trattieni dalla retribuzione lorda e versi insieme alla tua quota ogni trimestre.
Quali sono le voci della busta paga?
Un prospetto paga per il lavoro domestico contiene meno righe di un cedolino "classico", ma ogni voce ha un significato preciso.
Competenze (voci a credito del lavoratore)
| Voce | Descrizione |
|---|---|
| Retribuzione base | Ore lavorate × tariffa oraria concordata |
| Festività | Compenso per giorni festivi (se cadono in giorno lavorativo) |
| Straordinario | Ore oltre l'orario contrattuale, con maggiorazione del 25% |
| Vitto e alloggio | Solo conviventi: valore convenzionale (€ 6,66/giorno) |
Trattenute (voci a debito del lavoratore)
| Voce | Descrizione |
|---|---|
| Contributi INPS (quota lavoratore) | Importo fisso per ora, determinato dalla fascia contributiva |
| Cas.Sa.Colf (quota lavoratore) | € 0,02 per ogni ora lavorata |
Risultato
Stipendio netto = retribuzione lorda − contributi lavoratore (INPS + Cas.Sa.Colf)
Non ci sono altre trattenute. Il netto è molto vicino al lordo — la differenza è solo la quota contributiva.
Differenza dal cedolino "classico"
Se hai familiarità con le buste paga aziendali, ecco cosa non troverai nel cedolino del lavoro domestico:
| Cedolino aziendale | Cedolino domestico |
|---|---|
| IRPEF trattenuta | Non presente |
| Addizionali regionali/comunali | Non presenti |
| Detrazioni fiscali | Non presenti |
| ANF / assegno unico | Non presente |
| CU rilasciata dal datore | Non dovuta |
Il lavoratore domestico riceve il netto "pieno" (al netto dei soli contributi) e provvede autonomamente alla dichiarazione dei redditi. Può portare in detrazione i contributi a suo carico e indicare il reddito da lavoro domestico nel 730.
Esempio: colf non convivente BS — 20 ore/settimana
Profilo: colf livello BS, paga oraria € 7,45, contratto a tempo indeterminato, 20 ore settimanali, con CUAF. Mese di riferimento: febbraio 2026 (4,3334 settimane).
Calcola le ore mensili
20 ore × 4,3334 = 86,67 ore
Calcola la retribuzione lorda
86,67 × € 7,45 = € 645,69
Determina la trattenuta contributiva
Retribuzione effettiva: € 7,45 + (€ 7,45 ÷ 12) = € 8,07 → fascia ≤ € 9,61. Quota lavoratore INPS: € 0,43/ora. Cas.Sa.Colf: € 0,02/ora. Totale: € 0,45/ora. Trattenuta mensile: 86,67 × € 0,45 = € 39,00
Calcola il netto
€ 645,69 − € 39,00 = € 606,69
Gli accantonamenti a carico del datore (non compaiono nel netto del lavoratore):
| Voce | Importo |
|---|---|
| Rateo 13ª mensilità | € 53,81 (€ 645,69 ÷ 12) |
| TFR mensile | € 47,83 (€ 645,69 ÷ 13,5) |
| Contributi datore (INPS + Cassa Colf) | € 113,54 (86,67 × € 1,31) |
Esempio: badante convivente CS — 54 ore/settimana
Profilo: badante livello CS, retribuzione mensile € 1.193,84 (minimo CCNL 2026), convivente, contratto a tempo indeterminato, 54 ore settimanali, con CUAF. Vitto e alloggio convenzionale: € 6,66/giorno.
Retribuzione mensile lorda
Per i conviventi la retribuzione è espressa su base mensile: € 1.193,84/mese.
Il valore convenzionale di vitto e alloggio (€ 6,66 × 30 = € 199,80/mese) incide sul calcolo dei contributi, della tredicesima e del TFR, ma non viene trattenuto in busta paga se il lavoratore usufruisce effettivamente di vitto e alloggio.
Calcola le ore mensili
54 ore × 4,3334 = 234,00 ore
Determina la trattenuta contributiva
Con 54 ore settimanali (oltre 24), si applica la fascia unica indipendentemente dalla retribuzione effettiva. Quota lavoratore INPS: € 0,31/ora. Cas.Sa.Colf: € 0,02/ora. Totale: € 0,33/ora. Trattenuta mensile: 234,00 × € 0,33 = € 77,22
Calcola il netto
€ 1.193,84 − € 77,22 = € 1.116,62
Accantonamenti a carico del datore:
| Voce | Importo |
|---|---|
| Rateo 13ª mensilità | € 116,14 ((€ 1.193,84 + € 199,80) ÷ 12) |
| TFR mensile | € 103,23 ((€ 1.193,84 + € 199,80) ÷ 13,5) |
| Contributi datore (INPS + Cassa Colf) | € 226,98 (234,00 × € 0,97) |
Il riepilogo annuale
L'art. 34, comma 6 del CCNL prevede un ulteriore adempimento: il datore deve rilasciare al lavoratore un'attestazione delle somme complessivamente erogate nell'anno, almeno 30 giorni prima della scadenza per la presentazione della dichiarazione dei redditi.
Questo documento non è una CU (che il datore domestico non è tenuto a emettere), ma un riepilogo che permette al lavoratore di compilare correttamente il 730 o il Modello Redditi. Deve contenere almeno:
- Totale retribuzioni lorde erogate nell'anno
- Totale contributi trattenuti al lavoratore (quota INPS + Cas.Sa.Colf)
- Tredicesima erogata a dicembre
- TFR accantonato (se richiesto dal lavoratore)
Anche se non è una CU, conserva una copia firmata dal lavoratore per ricevuta. In caso di contenzioso, dimostra che hai adempiuto all'obbligo contrattuale e che il lavoratore era informato degli importi percepiti.
Preparare ogni mese il cedolino e a fine anno il riepilogo può sembrare un impegno, ma con gli strumenti giusti diventa un'operazione di pochi minuti.
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Fonti e riferimenti
- Legge 5 gennaio 1953, n. 4, art. 4 — Obbligo del prospetto paga: esclusione del lavoro domestico dal campo di applicazione.
- CCNL Lavoro Domestico, art. 34 — Obbligo contrattuale di rilascio del prospetto paga e dell'attestazione annuale delle somme erogate.
- Circolare INPS n. 9/2026 — Tabelle contributi orari 2026 per il lavoro domestico.
- Cas.Sa.Colf — Contributo obbligatorio € 0,06/ora (codice F2).
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