Guida5 min2026-09-17

Dichiarazione dei redditi del lavoratore domestico 2026: cosa deve fare

Il datore domestico non emette la CU: ecco come il lavoratore dichiara i redditi, il ruolo del riepilogo annuale e gli obblighi del datore.

Uno degli errori più diffusi nel lavoro domestico riguarda la Certificazione Unica. Il datore domestico non emette la CU — perché non è sostituto d'imposta. Il lavoratore domestico dichiara i propri redditi autonomamente. Ecco cosa deve fare ciascuno.

Non emettere la Certificazione Unica (CU). Il datore di lavoro domestico non è sostituto d'imposta: non trattiene IRPEF, non calcola addizionali e non rilascia la CU. Se la emetti, stai dichiarando un ruolo che non hai — con potenziali complicazioni fiscali.

Perché il datore non emette la CU?

L'art. 23 del DPR 600/1973 disciplina gli obblighi del sostituto d'imposta: trattenere l'IRPEF, versarla all'erario e rilasciare la CU. Ma il datore di lavoro domestico — la famiglia — non è sostituto d'imposta. Non trattiene l'IRPEF dalla busta paga del lavoratore, non fa il conguaglio fiscale e non rilascia la CU.

L'unica trattenuta che il datore applica in busta paga è la quota di contributi INPS e Cas.Sa.Colf a carico del lavoratore.

Cosa deve rilasciare il datore al lavoratore?

L'art. 34, comma 6 del CCNL prevede un obbligo diverso dalla CU: il datore deve rilasciare al lavoratore un'attestazione delle somme complessivamente erogate nell'anno, almeno 30 giorni prima della scadenza per la presentazione della dichiarazione dei redditi, oppure in occasione della cessazione del rapporto di lavoro (se il rapporto termina prima di quella scadenza, l'attestazione va consegnata subito, non a fine anno).

È un documento in forma libera (non esiste un modello ministeriale) che deve contenere:

  • Totale retribuzioni lorde erogate nell'anno
  • Totale contributi trattenuti al lavoratore (quota INPS + Cas.Sa.Colf)
  • Tredicesima erogata a dicembre
  • TFR accantonato (e/o liquidato)

Consegna il riepilogo al lavoratore entro metà aprile, così ha tempo per rivolgersi al CAF o al patronato per la dichiarazione dei redditi. Fai firmare una copia per ricevuta.

Cosa deve fare il lavoratore per la dichiarazione dei redditi?

Il lavoratore domestico dichiara i redditi da lavoro dipendente tramite il Modello 730 (se si rivolge a un CAF/patronato) o il Modello Redditi PF (se fa da sé o tramite commercialista).

Per compilare la dichiarazione, il lavoratore utilizza:

  • Il riepilogo annuale rilasciato dal datore
  • I dati del cassetto previdenziale INPS (dove risultano i contributi versati)
  • I cedolini mensili (se disponibili)

Il lavoratore può portare in detrazione i contributi a proprio carico e indicare il reddito da lavoro domestico nella sezione dei redditi di lavoro dipendente.

Quali sono gli obblighi fiscali del datore?

I tuoi obblighi come datore si limitano a:

  1. Rilasciare il riepilogo annuale — entro i termini previsti dal CCNL
  2. Conservare i cedolini — per almeno 5 anni
  3. Conservare le ricevute dei contributi — i PagoPA trimestrali
  4. Non emettere la CU — se il lavoratore la richiede, spiega che non sei sostituto d'imposta e consegna invece il riepilogo

Per le agevolazioni fiscali a tuo vantaggio (deduzione contributi e detrazione assistenza), consulta la guida Detrazioni e deduzioni per colf e badanti.

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