Guida7 min2026-03-07

Detrazioni e deduzioni per colf e badanti 2026: guida al risparmio fiscale

Come risparmiare sulle tasse con colf e badanti: deduzione contributi INPS fino a €1.549 e detrazione 19% per assistenza non autosufficienti.

Il datore di lavoro domestico ha due agevolazioni fiscali: la deduzione dei contributi INPS e la detrazione per spese di assistenza. Sono istituti diversi, cumulabili su spese distinte. La prima spetta a tutti, la seconda solo a chi assiste persone non autosufficienti. Ecco come funzionano e quanto fanno risparmiare. Per una panoramica completa del contratto che regola il rapporto, consulta la guida al CCNL lavoro domestico.

Come si deducono i contributi INPS nel 730?

Questa agevolazione spetta a tutti i datori di lavoro domestico, senza limiti di reddito e senza requisiti di non autosufficienza dell'assistito.

Puoi dedurre dal tuo reddito complessivo i contributi INPS versati per il lavoratore domestico, limitatamente alla quota a tuo carico (non quella trattenuta al lavoratore), fino a un massimo di € 1.549,37 all'anno.

La deduzione riduce il reddito imponibile: il risparmio effettivo dipende dalla tua aliquota IRPEF marginale. Con un'aliquota del 35%, ad esempio, il risparmio massimo è € 1.549,37 × 35% = € 542.

La deduzione contributi spetta a tutti i datori domestici, non solo a chi assiste non autosufficienti. Anche se hai una colf per le pulizie, puoi dedurre i contributi versati.

Dove indicarla nel 730: Rigo E23 (contributi per addetti ai servizi domestici e familiari).

Come funziona la detrazione del 19% per assistenza non autosufficienti?

Questa agevolazione ha requisiti più stringenti. Puoi detrarre il 19% delle spese per l'assistenza personale a familiari non autosufficienti, fino a un massimo di € 2.100 all'anno, con un risparmio massimo di € 399.

I requisiti:

  • L'assistito deve essere certificato come non autosufficiente da un medico (incapacità di compiere le attività quotidiane: alimentarsi, vestirsi, deambulare, igiene personale)
  • Il tuo reddito complessivo non deve superare € 40.000
  • Le spese devono essere documentate (cedolini, bonifici)

La detrazione del 19% spetta a chi sostiene la spesa, anche se non è l'intestatario del contratto di lavoro domestico. Se due fratelli dividono le spese per la badante del genitore, ciascuno detrae la propria quota.

Qual è la differenza tra deduzione e detrazione?

Deduzione contributiDetrazione assistenza
Cosa riduceIl reddito imponibileL'imposta IRPEF
BaseContributi INPS quota datoreSpese di assistenza
Limite€ 1.549,37/anno€ 2.100/anno
Risparmio maxDipende dall'aliquota€ 399
Requisito redditoNessuno≤ € 40.000
Requisito assistitoNessunoNon autosufficiente certificato
Per chiTutti i datori domesticiSolo assistenza non autosufficienti

Le due agevolazioni sono cumulabili: puoi dedurre i contributi e, su spese diverse, detrarre il 19% per l'assistenza. I contributi dedotti non possono essere conteggiati anche come spese per la detrazione.

Esempio di risparmio combinato

Profilo: badante CS convivente, retribuzione € 1.193,84/mese, datore con aliquota IRPEF marginale al 35% e reddito sotto € 40.000.

1

Calcola la deduzione contributi

2

Contributi INPS quota datore annui: (€ 0,93 × 234 ore/mese × 12) + Cas.Sa.Colf (€ 0,04 × 234 × 12) = € 2.611 + € 112 = circa € 2.724.

3

Deducibili: € 1.549,37 (il massimo consentito).

4

Risparmio IRPEF: € 1.549,37 × 35% = € 542.

5

Calcola la detrazione assistenza

6

Spese di assistenza dichiarabili (retribuzione netta annua): € 1.193,84 × 12 = € 14.326.

7

Base detraibile: € 2.100 (il massimo consentito).

8

Detrazione: € 2.100 × 19% = € 399.

9

Somma il risparmio totale

10

€ 542 + € 399 = € 941/anno di risparmio fiscale.

Il costo netto della badante si riduce di quasi € 1.000 all'anno.

I contributi devono risultare effettivamente versati nell'anno di riferimento. Quelli in ritardo o non versati non sono deducibili. Conserva le ricevute PagoPA come documentazione per almeno 5 anni.

Quali spese non sono agevolabili?

  • Il vitto e alloggio fornito in natura (non è una spesa monetaria)
  • Il TFR liquidato a fine rapporto
  • La tredicesima (per la detrazione del 19%, rientra nelle spese solo la retribuzione per assistenza diretta)
  • I contributi a carico del lavoratore (per la deduzione, conta solo la tua quota)

Quali documenti bisogna conservare?

Per entrambe le agevolazioni, conserva per almeno 5 anni:

  • Ricevute PagoPA dei contributi trimestrali
  • Cedolini mensili firmati
  • Certificato medico di non autosufficienza (per la detrazione)
  • Lettera di assunzione

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Fonti e riferimenti

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