Detrazioni e deduzioni per colf e badanti 2026: guida al risparmio fiscale
Come risparmiare sulle tasse con colf e badanti: deduzione contributi INPS fino a €1.549 e detrazione 19% per assistenza non autosufficienti.
Il datore di lavoro domestico ha due agevolazioni fiscali: la deduzione dei contributi INPS e la detrazione per spese di assistenza. Sono istituti diversi, cumulabili su spese distinte. La prima spetta a tutti, la seconda solo a chi assiste persone non autosufficienti. Ecco come funzionano e quanto fanno risparmiare. Per una panoramica completa del contratto che regola il rapporto, consulta la guida al CCNL lavoro domestico.
Come si deducono i contributi INPS nel 730?
Questa agevolazione spetta a tutti i datori di lavoro domestico, senza limiti di reddito e senza requisiti di non autosufficienza dell'assistito.
Puoi dedurre dal tuo reddito complessivo i contributi INPS versati per il lavoratore domestico, limitatamente alla quota a tuo carico (non quella trattenuta al lavoratore), fino a un massimo di € 1.549,37 all'anno.
La deduzione riduce il reddito imponibile: il risparmio effettivo dipende dalla tua aliquota IRPEF marginale. Con un'aliquota del 35%, ad esempio, il risparmio massimo è € 1.549,37 × 35% = € 542.
La deduzione contributi spetta a tutti i datori domestici, non solo a chi assiste non autosufficienti. Anche se hai una colf per le pulizie, puoi dedurre i contributi versati.
Dove indicarla nel 730: Rigo E23 (contributi per addetti ai servizi domestici e familiari).
Come funziona la detrazione del 19% per assistenza non autosufficienti?
Questa agevolazione ha requisiti più stringenti. Puoi detrarre il 19% delle spese per l'assistenza personale a familiari non autosufficienti, fino a un massimo di € 2.100 all'anno, con un risparmio massimo di € 399.
I requisiti:
- L'assistito deve essere certificato come non autosufficiente da un medico (incapacità di compiere le attività quotidiane: alimentarsi, vestirsi, deambulare, igiene personale)
- Il tuo reddito complessivo non deve superare € 40.000
- Le spese devono essere documentate (cedolini, bonifici)
La detrazione del 19% spetta a chi sostiene la spesa, anche se non è l'intestatario del contratto di lavoro domestico. Se due fratelli dividono le spese per la badante del genitore, ciascuno detrae la propria quota.
Qual è la differenza tra deduzione e detrazione?
| Deduzione contributi | Detrazione assistenza | |
|---|---|---|
| Cosa riduce | Il reddito imponibile | L'imposta IRPEF |
| Base | Contributi INPS quota datore | Spese di assistenza |
| Limite | € 1.549,37/anno | € 2.100/anno |
| Risparmio max | Dipende dall'aliquota | € 399 |
| Requisito reddito | Nessuno | ≤ € 40.000 |
| Requisito assistito | Nessuno | Non autosufficiente certificato |
| Per chi | Tutti i datori domestici | Solo assistenza non autosufficienti |
Le due agevolazioni sono cumulabili: puoi dedurre i contributi e, su spese diverse, detrarre il 19% per l'assistenza. I contributi dedotti non possono essere conteggiati anche come spese per la detrazione.
Esempio di risparmio combinato
Profilo: badante CS convivente, retribuzione € 1.193,84/mese, datore con aliquota IRPEF marginale al 35% e reddito sotto € 40.000.
Calcola la deduzione contributi
Contributi INPS quota datore annui: (€ 0,93 × 234 ore/mese × 12) + Cas.Sa.Colf (€ 0,04 × 234 × 12) = € 2.611 + € 112 = circa € 2.724.
Deducibili: € 1.549,37 (il massimo consentito).
Risparmio IRPEF: € 1.549,37 × 35% = € 542.
Calcola la detrazione assistenza
Spese di assistenza dichiarabili (retribuzione netta annua): € 1.193,84 × 12 = € 14.326.
Base detraibile: € 2.100 (il massimo consentito).
Detrazione: € 2.100 × 19% = € 399.
Somma il risparmio totale
€ 542 + € 399 = € 941/anno di risparmio fiscale.
Il costo netto della badante si riduce di quasi € 1.000 all'anno.
I contributi devono risultare effettivamente versati nell'anno di riferimento. Quelli in ritardo o non versati non sono deducibili. Conserva le ricevute PagoPA come documentazione per almeno 5 anni.
Quali spese non sono agevolabili?
- Il vitto e alloggio fornito in natura (non è una spesa monetaria)
- Il TFR liquidato a fine rapporto
- La tredicesima (per la detrazione del 19%, rientra nelle spese solo la retribuzione per assistenza diretta)
- I contributi a carico del lavoratore (per la deduzione, conta solo la tua quota)
Quali documenti bisogna conservare?
Per entrambe le agevolazioni, conserva per almeno 5 anni:
- Ricevute PagoPA dei contributi trimestrali
- Cedolini mensili firmati
- Certificato medico di non autosufficienza (per la detrazione)
- Lettera di assunzione
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Fonti e riferimenti
- Art. 10, comma 2, TUIR — Deduzione contributi previdenziali per addetti ai servizi domestici (Normattiva).
- Art. 15, comma 1, lett. i-septies, TUIR — Detrazione 19% per spese di assistenza a persone non autosufficienti (Normattiva).
- Circolare Agenzia delle Entrate n. 7/E 2025 — Guida alla compilazione del 730: spese lavoro domestico.
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