Normativa8 min2026-03-07

Malattia colf e badanti 2026: chi paga, quanto e per quanti giorni

Malattia nel lavoro domestico: il datore paga tutto, non l'INPS. Giorni retribuiti per anzianità, calcolo a trentesimi, carenza al 50% e interazione con festività.

Nel lavoro domestico la malattia funziona in modo completamente diverso da ogni altro settore. Non interviene l'INPS, non interviene la Cas.Sa.Colf: paga tutto il datore, al 100% dopo i primi 3 giorni di carenza. Qui trovi le regole aggiornate al CCNL 2025-2028, con i giorni retribuiti, il calcolo a trentesimi e gli errori più comuni.

La malattia nel lavoro domestico è interamente a carico del datore. L'INPS non paga alcuna indennità di malattia per colf e badanti. Questo è il punto che la maggior parte dei datori scopre troppo tardi.

Chi paga la malattia: il datore, non l'INPS

A differenza dei lavoratori dipendenti di altri settori, per colf e badanti l'INPS non eroga alcuna indennità di malattia. Il datore paga direttamente la retribuzione durante il periodo di malattia, secondo le percentuali e i limiti fissati dagli artt. 26-27 del CCNL lavoro domestico.

Anche la Cas.Sa.Colf (la cassa di assistenza sanitaria integrativa) non copre la retribuzione durante la malattia: offre rimborsi per prestazioni sanitarie, ma non sostituisce il datore nel pagamento dello stipendio.

Quanti giorni di malattia sono retribuiti?

I giorni retribuiti dipendono dall'anzianità di servizio presso lo stesso datore. Attenzione: questi sono i giorni pagati, non il periodo di conservazione del posto (che è diverso e più lungo).

Anzianità di servizioGiorni retribuiti nell'anno
Fino a 6 mesi8 giorni
Da 6 mesi a 2 anni10 giorni
Oltre 2 anni15 giorni

I giorni sono cumulativi nell'anno solare, calcolato come 365 giorni rolling dall'evento morboso — non da gennaio a dicembre.

Quanto si paga: le percentuali

La retribuzione durante la malattia non è sempre al 100%. I primi 3 giorni consecutivi di ogni evento morboso sono il cosiddetto periodo di carenza.

PeriodoPercentuale
Primi 3 giorni (carenza)50% della retribuzione globale di fatto
Dal 4° giorno in poi100% della retribuzione globale di fatto

Non confondere i giorni retribuiti (8/10/15) con la conservazione del posto (10/45/180). Sono istituti diversi: i giorni retribuiti sono quelli pagati, la conservazione del posto è il periodo in cui non puoi licenziare il lavoratore.

Conservazione del posto: quando puoi licenziare

La conservazione del posto (art. 27 CCNL) dura più a lungo dei giorni retribuiti. Durante questo periodo non puoi licenziare il lavoratore, anche se non stai più pagando la retribuzione.

Anzianità di servizioConservazione del posto
Fino a 6 mesi10 giorni
Da 6 mesi a 2 anni45 giorni
Oltre 2 anni180 giorni

Per le malattie oncologiche certificate, il periodo di conservazione è aumentato del 50% (art. 27, comma 4, CCNL 2025-2028).

Il calcolo a trentesimi: il punto che quasi tutti sbagliano

Questo è il concetto chiave che la maggior parte dei datori ignora. La malattia si paga per tutti i giorni di calendario indicati nel certificato medico, inclusi sabato e domenica.

Il calcolo utilizza il "trentesimo" della retribuzione mensile media. L'Appendice n. 1 "Chiarimenti a verbale" del CCNL, punto 2, lo conferma esplicitamente: "Quando nel contratto viene usata l'espressione 'giorni di calendario' si considerano i trentesimi della mensilità."

Come calcolare il trentesimo

La formula dipende dal tipo di rapporto.

Non convivente:

Trentesimo = (paga oraria × ore settimanali × 4,3334) ÷ 30

Convivente:

Trentesimo = (retribuzione mensile + V&A mensile + indennità fisse) ÷ 30

Esempio: colf non convivente BS — 7 giorni di malattia

Profilo: colf livello BS, paga oraria € 7,45, 20 ore/settimana, anzianità superiore a 6 mesi (quindi 10 giorni retribuiti disponibili).

1

Calcola la retribuzione mensile media

2

20 × 4,3334 × € 7,45 = € 645,67/mese

3

Calcola il trentesimo

4

€ 645,67 ÷ 30 = € 21,52/giorno

5

Calcola la retribuzione per 7 giorni di malattia

6

Primi 3 giorni (carenza al 50%): 3 × € 10,76 = € 32,28

7

Dal 4° al 7° giorno (100%): 4 × € 21,52 = € 86,08

8

Totale malattia: € 118,36

Questo importo copre tutti i 7 giorni di calendario del certificato — inclusi eventuali sabato e domenica.

Il riferimento normativo è l'Appendice n. 1 "Chiarimenti a verbale" del CCNL lavoro domestico, punto 2. Il calcolo a trentesimi si applica anche alla malattia del convivente: il trentesimo include la retribuzione base più il valore convenzionale di vitto e alloggio.

Festività durante la malattia

Se un giorno festivo cade durante il periodo di malattia, si paga il compenso festivo (non la malattia) per quel giorno. Il giorno festivo non si consuma dal conteggio dei giorni retribuiti di malattia, ma mantiene la continuità dell'evento morboso: la carenza al 50% non riparte.

Per le regole sul pagamento dei festivi, consulta la guida dedicata.

Ricaduta: quando non riparte la carenza

Se il lavoratore si ammala nuovamente per la stessa patologia dopo un breve intervallo, e il nuovo certificato medico lo attesta, non riparte la carenza al 50%. I giorni di malattia si sommano come un unico evento morboso, e il conteggio riprende dal punto in cui si era interrotto.

Conviventi ospedalizzati

Per i lavoratori conviventi, durante il ricovero ospedaliero il vitto e alloggio convenzionale non è dovuto: il lavoratore non usufruisce né di vitto né di alloggio presso il datore. Il trentesimo per i giorni di degenza si calcola quindi solo sulla retribuzione base, senza V&A.

Malattia durante il periodo di prova

La malattia durante il periodo di prova non è retribuita. Tuttavia, sospende il decorso della prova: i giorni di malattia non si contano ai fini del completamento del periodo di prova.

Malattia durante le ferie

La malattia interrompe le ferie solo se comporta un ricovero ospedaliero (art. 17, comma 12, CCNL). Una malattia a domicilio durante le ferie non le interrompe — le ferie proseguono normalmente.

Preparare ogni mese il cedolino con il dettaglio delle giornate di malattia è fondamentale per documentare i pagamenti effettuati e i giorni residui disponibili.

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Fonti e riferimenti

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