Malattia colf e badanti 2026: chi paga, quanto e per quanti giorni
Malattia nel lavoro domestico: il datore paga tutto, non l'INPS. Giorni retribuiti per anzianità, calcolo a trentesimi, carenza al 50% e interazione con festività.
In questa guida
Nel lavoro domestico la malattia funziona in modo completamente diverso da ogni altro settore. Non interviene l'INPS, non interviene la Cas.Sa.Colf: paga tutto il datore, al 100% dopo i primi 3 giorni di carenza. Qui trovi le regole aggiornate al CCNL 2025-2028, con i giorni retribuiti, il calcolo a trentesimi e gli errori più comuni.
La malattia nel lavoro domestico è interamente a carico del datore. L'INPS non paga alcuna indennità di malattia per colf e badanti. Questo è il punto che la maggior parte dei datori scopre troppo tardi.
Chi paga la malattia: il datore, non l'INPS
A differenza dei lavoratori dipendenti di altri settori, per colf e badanti l'INPS non eroga alcuna indennità di malattia. Il datore paga direttamente la retribuzione durante il periodo di malattia, secondo le percentuali e i limiti fissati dall'art. 27 del CCNL lavoro domestico.
Anche la Cas.Sa.Colf (la cassa di assistenza sanitaria integrativa) non copre la retribuzione durante la malattia: offre rimborsi per prestazioni sanitarie, ma non sostituisce il datore nel pagamento dello stipendio.
Quanti giorni di malattia sono retribuiti?
I giorni retribuiti dipendono dall'anzianità di servizio presso lo stesso datore. Attenzione: questi sono i giorni pagati, non il periodo di conservazione del posto (che è diverso e più lungo).
| Anzianità di servizio | Giorni retribuiti nell'anno |
|---|---|
| Fino a 6 mesi | 8 giorni |
| Da 6 mesi a 2 anni | 10 giorni |
| Oltre 2 anni | 15 giorni |
I giorni sono cumulativi nell'anno solare, calcolato come 365 giorni rolling dall'evento morboso — non da gennaio a dicembre.
Quanto si paga: le percentuali
La retribuzione durante la malattia non è sempre al 100%. I primi 3 giorni consecutivi di ogni evento morboso sono il cosiddetto periodo di carenza.
| Periodo | Percentuale |
|---|---|
| Primi 3 giorni (carenza) | 50% della retribuzione globale di fatto |
| Dal 4° giorno in poi | 100% della retribuzione globale di fatto |
Non confondere i giorni retribuiti (8/10/15) con la conservazione del posto (10/45/180). Sono istituti diversi: i giorni retribuiti sono quelli pagati, la conservazione del posto è il periodo in cui non puoi licenziare il lavoratore.
Conservazione del posto: quando puoi licenziare
La conservazione del posto (art. 27 CCNL) dura più a lungo dei giorni retribuiti. Durante questo periodo non puoi licenziare il lavoratore, anche se non stai più pagando la retribuzione.
| Anzianità di servizio | Conservazione del posto |
|---|---|
| Fino a 6 mesi | 10 giorni |
| Da 6 mesi a 2 anni | 45 giorni |
| Oltre 2 anni | 180 giorni |
Per le malattie oncologiche documentate dalla ASL competente, i periodi di conservazione del posto sono aumentati del 50% (art. 27, comma 6).
Il calcolo a trentesimi: il punto che quasi tutti sbagliano
Questo è il concetto chiave che la maggior parte dei datori ignora. La malattia si paga per tutti i giorni di calendario indicati nel certificato medico, inclusi sabato e domenica.
Il calcolo utilizza il "trentesimo" della retribuzione mensile media. I "Chiarimenti a verbale" del CCNL, al punto 2, lo confermano esplicitamente: "Quando nel contratto viene usata l'espressione 'giorni di calendario' si considerano i trentesimi della mensilità."
Come calcolare il trentesimo
La formula dipende dal tipo di rapporto.
Non convivente:
Trentesimo = (paga oraria × ore settimanali × 4,3334) ÷ 30
Convivente:
Trentesimo = (retribuzione mensile + indennità fisse) ÷ 30, più V&A mensile solo se il lavoratore malato non è degente in ospedale né presso il domicilio del datore (art. 27, comma 9). Nel caso tipico — il convivente malato che resta a casa del datore — continua a ricevere vitto e alloggio in natura e la sostitutiva non si aggiunge.
Esempio: colf non convivente BS — 7 giorni di malattia
Profilo: colf livello BS, paga oraria € 7,45, 20 ore/settimana, anzianità superiore a 6 mesi (quindi 10 giorni retribuiti disponibili).
Calcola la retribuzione mensile media
20 × 4,3334 × € 7,45 = € 645,67/mese
Calcola il trentesimo
€ 645,67 ÷ 30 = € 21,52/giorno
Calcola la retribuzione per 7 giorni di malattia
Primi 3 giorni (carenza al 50%): 3 × € 10,76 = € 32,28
Dal 4° al 7° giorno (100%): 4 × € 21,52 = € 86,08
Totale malattia: € 118,36
Questo importo copre tutti i 7 giorni di calendario del certificato — inclusi eventuali sabato e domenica.
Il riferimento normativo è la sezione "Chiarimenti a verbale" del CCNL lavoro domestico (punto 2), collocata in chiusura del testo contrattuale, prima dell'Appendice n. 1. Il calcolo a trentesimi si applica anche alla malattia del convivente: il trentesimo include la retribuzione base più, quando dovuto (vedi sotto), il valore convenzionale di vitto e alloggio.
Festività durante la malattia
Se un giorno festivo cade durante il periodo di malattia, si paga il compenso festivo (non la malattia) per quel giorno. Il giorno festivo non si consuma dal conteggio dei giorni retribuiti di malattia, ma mantiene la continuità dell'evento morboso: la carenza al 50% non riparte.
Per le regole sul pagamento dei festivi, consulta la guida dedicata.
Ricaduta: quando non riparte la carenza
Se il lavoratore si ammala nuovamente per la stessa patologia dopo un breve intervallo, e il nuovo certificato medico lo attesta, non riparte la carenza al 50%. I giorni di malattia si sommano come un unico evento morboso, e il conteggio riprende dal punto in cui si era interrotto.
Conviventi: quando non spetta la sostitutiva di vitto e alloggio
L'art. 27, comma 9 esclude la quota sostitutiva di vitto e alloggio quando il lavoratore malato è degente in ospedale oppure resta presso il domicilio del datore. Nel primo caso è intuitivo: durante il ricovero non usufruisce né di vitto né di alloggio. Nel secondo caso — il più frequente per un convivente, che semplicemente resta malato nella casa dove vive e lavora — continua comunque a ricevere vitto e alloggio in natura, quindi la sostitutiva non si aggiunge lo stesso. Il trentesimo per questi giorni si calcola quindi solo sulla retribuzione base, senza V&A: la sostitutiva spetta solo quando il lavoratore, pur malato, non è né ricoverato né a casa del datore.
Malattia durante il periodo di prova
La malattia durante il periodo di prova non è retribuita. Tuttavia, sospende il decorso della prova: i giorni di malattia non si contano ai fini del completamento del periodo di prova.
Malattia durante le ferie
La malattia interrompe le ferie solo se comporta un ricovero ospedaliero (art. 17, comma 12, CCNL). Una malattia a domicilio durante le ferie non le interrompe — le ferie proseguono normalmente.
Preparare ogni mese il cedolino con il dettaglio delle giornate di malattia è fondamentale per documentare i pagamenti effettuati e i giorni residui disponibili.
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Fonti e riferimenti
- CCNL Lavoro Domestico, art. 27 — Malattia — Disciplina della malattia, giorni retribuiti e conservazione del posto nel lavoro domestico (Archivio CNEL).
- CCNL Lavoro Domestico, Chiarimenti a verbale — Punto 2: calcolo a trentesimi per le espressioni "giorni di calendario" nel contratto (sezione finale del CCNL, non l'Appendice n. 1).
- CCNL Lavoro Domestico, art. 27 comma 6 — Aumento del 50% della conservazione del posto per malattie oncologiche.
- Tabelle retributive 2026 — Assindatcolf — Minimi retributivi aggiornati.
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