Normativa4 min2026-09-17

Periodo di prova colf e badanti 2026: durata, regole e casi particolari

Periodo di prova nel lavoro domestico: 8 o 30 giorni di lavoro effettivo secondo livello e convivenza, recesso libero, malattia durante la prova e superamento tacito.

Il periodo di prova serve a entrambe le parti per verificare che il rapporto funzioni. L'art. 12 del CCNL lavoro domestico lo disciplina con regole precise: deve essere concordato per iscritto, ha una durata che dipende dal livello e dalla convivenza, e consente il recesso libero senza preavviso.

L'apposizione del periodo di prova deve risultare da atto scritto (art. 12, comma 5, CCNL). Il CCNL non specifica esplicitamente cosa succede se manca: secondo l'interpretazione prevalente, senza clausola scritta nella lettera di assunzione il periodo di prova non è valido, per cui è opportuno concordarlo per iscritto prima dell'inizio del rapporto.

Quanto dura il periodo di prova?

La durata non segue una scala progressiva di livelli, come spesso si legge. L'art. 12 usa due criteri che valgono in alternativa: il livello apicale e la convivenza.

SituazioneDurata
Livelli D e D Super30 giorni di lavoro effettivo
Qualsiasi livello, con convivenza30 giorni di lavoro effettivo
Tutti gli altri rapporti8 giorni di lavoro effettivo

Di conseguenza un livello C non convivente ha 8 giorni di prova, non 30, mentre un livello B convivente ne ha 30, non 8. La convivenza da sola porta la prova a 30 giorni qualunque sia l'inquadramento.

Attenzione all'unità di misura: si contano i giorni di lavoro effettivo, non i giorni di calendario. Se il lavoratore presta servizio 3 giorni a settimana, 30 giorni di lavoro effettivo corrispondono a circa 10 settimane.

Come funziona il recesso durante la prova?

Durante il periodo di prova entrambe le parti possono recedere liberamente, senza obbligo di preavviso, senza motivazione e senza indennità (art. 12, comma 3). È sufficiente una comunicazione, preferibilmente scritta per documentazione.

C'è un'eccezione (art. 12, comma 4): se il lavoratore è stato assunto come prima provenienza da un'altra Regione senza aver trasferito la residenza, e il recesso non avviene per giusta causa, il datore deve comunque dare un preavviso di 3 giorni o, in mancanza, la retribuzione corrispondente.

Se il datore recede, deve corrispondere:

  • La retribuzione per i giorni effettivamente lavorati
  • Le ferie maturate (come indennità sostitutiva)
  • Il TFR maturato
  • La tredicesima proporzionale

Cosa succede in caso di malattia durante la prova?

Il CCNL (art. 27, comma 10) dice espressamente che «la malattia in periodo di prova o di preavviso sospende la decorrenza degli stessi»: i giorni di malattia non si contano ai fini del completamento del periodo, che riprende poi da dove si era fermato. Sulla retribuzione il testo non è altrettanto esplicito nei confronti della prova: la conservazione retribuita del posto per malattia (art. 27, comma 4) è comunque condizionata all'aver superato il periodo di prova, quindi in pratica la malattia durante la prova non risulta retribuita in base a questo articolo.

Cosa succede se nessuno recede entro la scadenza?

Se nessuna delle parti recede entro la scadenza del periodo di prova, il rapporto si considera confermato a tutti gli effetti. L'anzianità di servizio decorre dalla data di assunzione originaria — non dalla data di superamento della prova.

Cosa succede in caso di infortunio durante la prova?

In caso di infortunio durante la prova, si applicano le regole ordinarie sull'infortunio: il datore paga i primi 3 giorni al 100%, poi interviene l'INAIL. L'infortunio sospende il decorso della prova.

Scrivere la clausola nel punto giusto è metà del lavoro: il fac-simile di lettera di assunzione applica da sé la durata corretta in base a livello e convivenza. Da lì in poi, Domestique gestisce busta paga, contributi e ferie. Provalo gratis →

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