Normativa7 min2026-03-07

Maternità e congedi nel lavoro domestico 2026: diritti e obblighi

Congedo di maternità, paternità e genitoriale per colf e badanti: indennità INPS, novità CCNL 2025-2028 e obblighi del datore di lavoro.

La maternità nel lavoro domestico è una delle poche prestazioni in cui l'INPS interviene direttamente — a differenza della malattia, che è tutta a carico del datore. L'art. 25 del CCNL e il D.Lgs. 151/2001 disciplinano il congedo obbligatorio, quello facoltativo e le tutele per la lavoratrice. Il rinnovo 2025-2028 introduce novità importanti.

A differenza della malattia, l'indennità di maternità è pagata dall'INPS, non dal datore. L'INPS corrisponde l'80% della retribuzione convenzionale per la durata del congedo obbligatorio.

Quanti mesi di congedo di maternità spettano?

La lavoratrice ha diritto a 5 mesi di congedo obbligatorio: di norma 2 mesi prima del parto e 3 mesi dopo. Con la flessibilità prevista dalla legge, è possibile lavorare fino a 1 mese prima del parto e prolungare a 4 mesi dopo, con autorizzazione medica.

Indennità INPS: l'80% della retribuzione convenzionale giornaliera. L'INPS eroga direttamente la prestazione alla lavoratrice.

Requisito contributivo: la lavoratrice deve avere almeno 52 contributi settimanali nei 24 mesi precedenti il congedo, oppure 26 contributi settimanali nei 12 mesi precedenti.

Come funziona il congedo facoltativo dopo il CCNL 2025-2028?

Il rinnovo del CCNL introduce il congedo facoltativo di 4 mesi, aggiuntivo rispetto al congedo obbligatorio. È non retribuito e non fa maturare istituti retributivi (tredicesima, TFR, ferie).

La lavoratrice può richiederlo al termine del congedo obbligatorio. Il datore non può rifiutarlo.

Quanti giorni di congedo di paternità spettano?

Il CCNL 2025-2028 riconosce per la prima volta il congedo di paternità obbligatorio: 10 giorni retribuiti, fruibili entro i 5 mesi dalla nascita del bambino. Il padre lavoratore domestico ne ha diritto indipendentemente dal congedo della madre.

Quando è vietato licenziare durante la maternità?

Il divieto di licenziamento per la lavoratrice in maternità è assoluto: decorre dall'inizio della gravidanza fino al compimento di 1 anno di età del bambino. L'unica eccezione è la giusta causa.

Il divieto di licenziamento durante la maternità è assoluto, salvo giusta causa. Il licenziamento intimato in violazione del divieto è nullo — la lavoratrice ha diritto alla reintegrazione e al risarcimento del danno.

Come funziona la contribuzione figurativa durante il congedo?

Durante il congedo obbligatorio, l'INPS accredita i contributi figurativi a favore della lavoratrice. Questi contributi valgono ai fini della pensione e dell'anzianità contributiva. Non sono a carico del datore.

Tredicesima, TFR e ferie maturano durante il congedo?

IstitutoMatura durante il congedo obbligatorio?Matura durante il congedo facoltativo?
TredicesimaNo
TFRNo
FerieNo
Scatti anzianitàNo
Contributi INPSFigurativi (a carico INPS)No

Cosa succede se la lavoratrice si dimette durante la maternità?

Se la lavoratrice si dimette durante il periodo protetto (gravidanza fino a 1 anno del bambino), le dimissioni devono essere convalidate dall'Ispettorato del Lavoro. La lavoratrice ha diritto all'indennità di mancato preavviso (come se fosse stata licenziata) e può accedere alla NASpI.

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Fonti e riferimenti

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